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Se non ci fossero i comici in Italia………

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7 dicembre 2011 di Alessandra Toni

Sì, voglio aprire il mio primo post con questa immagine.
Nel 2010, in Italia, il numero delle persone infette da HIV sono state 157.000, constatando un aumento di
circa 20.000 casi rispetto al 2000.
Questi sono i dati inconfutabili resi pubblici sul sito del Ministero della Salute.
E proprio qui voglio arrivare. Il Ministero della Salute.
Vorrei entrare per un secondo nella mente del ministro Balduzzi, per cercare di cogliere le ragioni profonde di una circolare, ormai tristemente nota, ricevuta da conduttori e redazioni dei programmi di RadioUno, coinvolti nelle iniziative legate al 1 Dicembre.
Mi chiedo se sia mai possibile, varcate le porte del nuovo millennio da ben 11 anni, che un governo di un Paese teoricamente civilizzato e culturalmente avanzato, imponga una linea di comportamento tanto antica quanto terribilmente imbarazzante: censura della parola “profilattico”.
Ecco le parole della nota mail: : «Carissimi, segnalo che nelle ultime ore il ministero ha ribadito che in nessun intervento deve essere nominato esplicitamente il profilattico; bisogna limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio. Se potete, sottolineate questo concetto».
La seconda parte mi fa veramente ridere: bisogna sottolineare la necessità di sottoporsi al test Hiv in caso si dubbio di un potenziale contagio, senza spiegare come evitare questo contagio??!!
La cosa preoccupante è che parliamo di una direttiva sfornata da un governo e indirizzata al servizio pubblico radiotelevisivo. Gravissimo.
Spesso, negli anni passati, ho sentito dire da più parti “Mi vergogno di essere italiano”, “Ma in che Paese viviamo?”, riferendosi a certi scandali che coinvolgevano personalità politiche di spicco: ecco, devo dire la verità…..io in questa occasione sento profonda vergogna e imbarazzo.
Perchè impedire che vengano fornite indicazioni mirate per evitare una delle piaghe sanitarie peggiori del secolo scorso mi pare folle.
E’ come se non si parlasse di usare il casco in motorino, di allacciare le cinture in auto o di guidare sobri : è esattamente la stessa cosa.
Fare rapporti non protetti equivale a bere 20 mojito per poi infilarsi al posto di guida e farsi un bel girettino in auto. La stessa identica cosa.
Ma qualcuno vede differenze e ricorre all’arma, purtroppo mai caduta in disuso, della censura.
E non è finita. Lunedì sera, come saprete tutti, Fiorello ha concluso il suo meraviglioso ciclo di “Il più grande spettacolo dopo il weekend” e vista la notizia della circolare risalente a pochi giorni prima, non poteva non trattarne.
E lo ha fatto nel modo migliore: come poter rispondere ad una circolare simile, se non con l’ironia?
In fondo parole come quelle sopra riportate, da una parte lasciano l’amaro in bocca, ma dall’altra strappano un inevitabile sorriso. Un sorriso di incredulità, quasi di shock.
Il discorso di Fiorello, dedicato ai giovani, è stato bellissimo, mai eccessivo, sempre misurato: come ha detto qualcuno, si è trattata di una vera campagna di comunicazione sociale.
E questo, nel nostro Paese, è sempre utile visto il latitante impegno nel realizzare campagne sociali decenti e significative. Le parole pronunciate da uno showman, possono veramente fare la differenza.
E non so quanto questo sia un segnale positivo dello stato della nostra Italia, pensandoci bene.
Ma sempre meglio avere un comico che parla alle giovani generazioni in modo diretto, che non avere proprio nessuno.
Perchè visto il contenuto della nota circolare, si prospettano tempi duri per la comunicazione sociale realizzata dal Ministero della Salute: dovremo affidarci solo alle organizzazioni non profit, perchè non riesco proprio a fidarmi di chi osa censurare la parola “profilattico”.
Un salvavita, come lo ha ribattezzato Fiorello. Anzi, salvavita pischelli.
Questo è il giusto modo di dialogare con i giovani su tematiche così importanti: usare il loro stesso linguaggio e non avere paura di usare l’ironia.
Ovviamente le polemiche sono arrivate. E da chi? Mmmmm, fatemi pensare bene…….
Ma certo: i cattolici, rappresentati da “Famiglia Cristiana” e dall’Aiart (Associazione dei telespettatori cattolici) e il Moige, sempre sull’attenti e pronto a schierarsi contro praticamente il 99% dei prodotti trasmessi in televisione.
Hanno parlato di “cattivo gusto”, di “pagina infelice”, di mancanza di rispetto verso le famiglie all’ascolto.
Perfetto, ce lo dovevamo aspettare da chi è da sempre contrario all’uso del profilattico, considerato immorale in quanto mezzo per contrastare gravidanze indesiderate: certo, papa Ratzinger ha fatto passi avanti nel 2010 quando con sorpresa ammise che in certi casi (rapporti con prostitute, ad esempio), il preservativo era ammesso.
Ma la strada è lunga e lo si intuisce dalle polemiche di questi giorni.
Secondo il presidente dell’Aiart, invece di parlare di profilattici, bisognerebbe piuttosto parlare di sessualità responsabile e queste sono state le sue parole: Perché dover tornare a sventolare l’argomento del profilattico, quando bisognerebbe cominciare a parlare anche di una sessualità più responsabile?”
Qui c’è un evidente contrasto: sessualità responsabile viene vista come sinonimo di castità, mi par di capire.
Ok, questa è l’unica possibilità per evitare il contagio. Secondo loro.
Per fortuna c’è Fiorello, che ha ribadito anche ieri sera: “Chiamatelo come vi pare. L’importante è che lo usiate!”.
Le giuste parole che  fanno da chiosa alla puerile e folle richiesta da parte di un ministero e da apripista alle polemiche dell’indomani.
Ma io, a nome di quel 50% del popolo italiano che era sintonizzato su Rai1, voglio ringraziare Fiorello: l’unico esponente del servizio pubblico radiotelevisivo che pare aver capito come poter parlare ai giovani, con coraggio e libertà.
E quindi….viva il salvavita pischelli!
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