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Everybody’s got a hungry heart

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30 aprile 2012 di Alessandra Toni

Il cuore fa male.
Certo, a volte senti dolore allo stomaco, alla testa, ai piedi.
Ma quello che può farti provare il cuore è diverso.
Ti toglie il fiato.
Per avere una sensazione simile, dovresti picchiare la schiena contro uno spigolo durissimo, precisamente in quel punto tanto doloroso che ti fa sobbalzare e spezzare il fiato.
Il cuore riesce a farti provare un qualcosa di simile, ma senza spigoli, senza colpi traumatici.
Solo con una parola, un gesto, un’immagine, un suono, un odore.
È pazzesco.
L’essere umano è pazzesco.
Le cose più immateriali sono quelle che ci fanno più male.
Forse è per questo che diventiamo tutti così materialisti, in fondo.
Anche quando non lo ammettiamo, un po’ lo siamo.
E questo perché sappiamo che le cose materiali non riusciranno mai a farci male.
Magari ci fanno arrabbiare per i soliti meccanismi che si inceppano, per qualche funzione di troppo che manda in tilt l’intero sistema.
Ma te ne puoi staccare, te ne puoi separare e così facendo, passa tutto.
Il cuore non lo freghi.
Se si crea una crepa, questa difficilmente si rimarginerà in breve tempo.
Ma quando accadrà, perchè accadrà, sarai  la persona più felice della Terra.
E non parlo solo di amore.
Ma anche di quando non raggiungi qualcosa che t’eri prefissato.
Perchè anche qui il cuore è assoluto protagonista.
Il cuore è tanto vitale quanto pericoloso.

Il cuore è insidioso, è magnificamente sfuggente.

Insidioso, perchè ti può preparare delle trappole malefiche, nascoste da un apparente involucro di seta.
Sfuggente, perché non riesci a capirlo, non riesci a conoscerlo come vorresti.
Nonostante tutto, però, è magnifico  potersi affidare a lui e non alla testa.
Perché la testa ama la logica e i ragionamenti perfettamente coerenti e sensati.
Il cuore ama l’istinto, la decisione presa al volo, i discorsi apparentemente privi di senso, ma meravigliosamente spontanei.
Io sto dalla parte del cuore, sempre.
Vedete l’immagine che apre questo post?
La strada indicata dal cuore è quella ben lastricata, un po’ tortuosa, ma nonostante tutto liscia e sicura.
Quella indicata dalla ragione, invece, è il piccolo e stretto sentiero che prende le distanze dall’altra: è apparentemente dritta, è vero, ma molto più accidentata e non ti porterà alla destinazione che desideravi.
Sì, a volte può far male seguire la strada indicata da quel muscolo che batte e batte dentro di noi.
Ma come le spie luminose che si accendono, di notte, lungo il corridoio di un aereo, così il cuore apre a noi un percorso di scelte, che magari gli altri non capiscono, ma che noi sappiamo essere giuste.
Quindi consiglio a tutti di guardare sempre quelle spie luminose…anche se sembra che vi possano condurre al portellone per farvi cadere, in realtà vi aiuteranno a saltare nel buio per abbracciare più forte i vostri sogni.
Come ha detto Jovanotti: “la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare”…e quindi volate.
Con quale canzone chiudere questo post?
Pesco un pezzo dalla discografia di Springsteen, il cui titolo ben si adatta a ciò che volevo dirvi…
Seguite il cuore…perché “lui” è affamato e dovete saziarlo,sempre.
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