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I’m a fuckin die-hard!

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19 giugno 2012 di Alessandra Toni

 
 
Ho aspettato qualche giorno, prima di postare qualcosa a riguardo.
Per evitare di scrivere ancora in preda ad esaltazione e delirio e tentare, invece, di essere più oggettiva.

Premetto: non sono neutrale.

Non sono neutrale perchè lo seguo con passione e venerazione da 10 anni.
Da quel Rising Tour a cui venni portata perché “Bruce Springsteen a Firenze è un evento, non puoi perderlo”.
Anche se di lui conosci solo “Born in the Usa” e la famosa foto in cui mostra il suo lato b fasciato dai blue jeans.
Ma quel concerto fu per me una rivelazione.
Sono la testimonianza reale di quanto sia vera una celebre frase pronunciata da un giornalista americano molti anni fa: “Nel mondo ci sono solo due tipi di persone: quelle che adorano Bruce Springsteen e quelle che non l’hanno mai visto in concerto”

E come volevasi dimostrare, dal giorno successivo al concerto fiorentino, entrai di diritto nella prima categoria: gli estimatori assoluti.
Ero in ritardo, è vero. 
Ormai il Boss poteva già vantare una carriera trentennale alle spalle, ma non persi ulteriore tempo e iniziai fin da subito a farmi una vera cultura su Bruce Springsteen, dagli anni 70 in poi.
Quel giorno era l’8 Giugno 2003.
Ed esattamente 9 anni dopo, quasi nello stesso giorno, eccomi di nuovo lì.
10 Giugno 2012, Stadio Franchi di Firenze.
Non più nelle vesti di curiosa spettatrice di una leggenda del rock, ma di vera fan che s’è alzata in piena notte, alle 4, per potersi assicurare il proprio posto sotto il palco.
L’atmosfera di un concerto è sempre elettrizzante, ma quando ad esibirsi è il tuo artista preferito, in assoluto, sei in stato di grazia.
Non importa se hai passato quasi una notte in bianco, se mangerai sì o no un paio di panini in tutta la giornata e ben compressi  in fondo allo zaino, se berrai solo qualche goccia di acqua per evitare di andare in bagno continuamente.
Niente importa, quando finalmente entri nello stadio, tutto vuoto, e contempli il palco sul quale dopo poche ore lui canterà anche per te.
Io sono stata una dei 1500 fortunati e caparbi fan, che si sono assicurati un posto nel pit, l’area transennata sottostante il palco.
Qui preme sottolineare una cosa da me appresa quella giornata: il pit non è per tutti. 
Non è per chi odia stare in piedi ore, pressato come chicchi di riso sottovuoto; per chi non tollera il contatto con i corpi sudati dei propri vicini che emanano ogni tipo di odore; per chi non sopporta la condizione per cui anche solo alzare una mano può risultare impresa titanica.
Il pit è questo, se ne vai ad evidenziare i lati negativi.
Il pit è vita, è energia pura , è passione, è follia, se sei tra quelli che non si lasciano spaventare da certi dettagli trascurabili. insignificanti.
Per me il pit è stato questo. E anche di più.
E’ il posto giusto per chi ha vissuto una giornata intera a contatto con altri fan , in una dimensione surreale, unica, dove tutti diventano amici senza nemmeno conoscere i reciproci nomi.
Si condividono momenti vissuti, aneddoti, aspettative, certezze.
E così è stato.
Nell’attesa che venisse sorteggiato il numero che avrebbe stabilito l’ordine di ingresso nel Pit, abbiamo fatto un giro intorno allo stadio.
Strade dominate da magliette con il suo volto di trentenne o di sessantenne, con il sopracitato lato b (io stessa ne portavo una), con l’intera E Street Band all’opera, con l’epica immagine in bianco e nero di Bruce appoggiato alla spalla di Clarence.
E in un bar, tra un caffè e una fila per andare in bagno, inizi dal niente a parlare con le persone attorno.
Parli di quel suo concerto che t’è rimasto nel cuore, di quella canzone che speri suoni stasera, di personaggi  che hai avuto modo di incontrare quella mattina.
E anche di qualche furbo, che non manca mai in certe occasioni.
Avverto sempre, in situazioni simili, un bisogno estremo che abbiamo tutti: quello di contatto, di un qualcosa che ci tenga uniti, ci avvicini, che vada ad abbattere ogni muro di indifferenza e menefreghismo. 
Che ci renda tutti simili. 
Anche solo per qualche ora.
E quell’ometto del New Jersey ne è capace.
O sì che ne è capace.
È l’unico, almeno per quanto possa ricordare, capace di unire in uno stesso posto persone di quattro, cinque generazioni diverse.
Vedi bambini, trascinati dai propri genitori “fan della prima ora”, con addosso magliette di precedenti tour e già grandi conoscitori del suo lunghissimo  repertorio; adolescenti, che si sono avvicinati da poco al mondo di Springsteen o che semplicemente sono i bambini di qualche tour fa, ormai cresciuti; ragazzi della mia età che lo venerano e sentono attuali i suoi testi e musiche, come se non fossero stati scritti 4 decenni fa; quarantenni che lo seguono fin dai primi album degli anni ’70, anche se allora erano piccoli, ma che con lui sono cresciuti; fino ad arrivare ai coetanei di Springsteen, a coloro che l’hanno visto comparire improvvisamente sulle scene musicali nel ’73 e  che possono vantare un invidiabile curriculum di concerti visti negli anni .
Ad ogni tappa di un suo tour non abbiate dubbi: vedrete rappresentanti di ogni singola generazione lì, uno accanto all’altro, a saltare senza sosta, cantare all’unisono, mostrare i propri tatuaggi che riportano frasi dei loro testi preferiti o riproduzioni fedeli del volto di Bruce.
Se siete appassionati della sua musica, probabilmente sarete venuti a conoscenza dell’evento a San Siro: il concerto più lungo dal 1980, 3 ore e 40 senza interruzioni (record in realtà già battuto da Madrid domenica scorsa).
Firenze è diversa, lo stadio Franchi è diverso.
Lo definirei un piccolo bocciolo, pure bruttarello, rispetto al roseto perfetto del Meazza.
Ma la sera del 10 giugno, quel bocciolo è diventato splendida rosa.
E come accade per i fiori, anche in questo caso l’acqua è stata fondamentale perché ciò potesse accadere.
Quanta acqua, quanta…
La natura è veramente esplosa quel giorno.
Nel primo pomeriggio, mentre attendevamo l’apertura dei cancelli, improvvisamente il cielo ci mostra uno spettacolo mai visto: un arcobaleno a forma di cerchio, un girotondo di colori e luce al cui centro dominava un sole potentissimo.
Più tardi il vento sarà protagonista, facendoci sperare nella repentina fuga delle nubi scure dal cielo, che da poco s’era fatto incupito e minaccioso.
E infine, durante il concerto, l’acquazzone più potente, folle, imprevedibile sotto il quale mi sia mai trovata.
Senza alcun riparo, impermeabile, cappello o quotidiano.
Così come eravamo.
Nei momenti in cui l’intensità della pioggia diminuiva, potevamo riprendere il respiro.

No, non fraintendetemi. Non dovevamo riprendere il respiro perché la pioggia era fastidiosa.
Ma perché più la pioggia aumentava, più Bruce si gettava tra le nostre braccia, donandosi completamente, senza aver paura di inzupparsi o di prendersi un malanno.
Ma cosa vuoi che faccia un po’ di pioggia a una roccia nata 63 anni fa, tutto carisma, carattere, intelligenza, generosità?
E’ questo che mi piace di lui.
Un cantautore e performer  senza eguali, ma che in realtà è una persona normale, con una famiglia normale, tre figli studenti e normali, una moglie bella ma normale, una vita sempre di corsa e piena di flash, ma normale.
Di lui non sono noti stravizi da giovane, droga buttata giù come zucchero, camere distrutte al suo passaggio, donne diverse ogni mese.
E’ una rockstar che ha capito cosa voglia dire esserlo davvero: donare emozioni, trasmettere passione al pubblico e non invece distinguersi con la sregolatezza e i colpi di testa.
Tornando al concerto, a un certo punto è stato chiaro a tutti: la pioggia stava andando a ritmo con la loro musica.
Non è stato un caso che le prime gocce siano scese esattamente durante il primo pezzo, durante una potentissima Badlands capace sempre di trasformare gli stadi  in un corpo unico che salta e canta come se attraversato da fortissime scosse elettriche.

Ogni volta che Bruce iniziava a cantare con più vigore, la pioggia aumentava d’intensità e ogni volta che la pioggia aumentava d’intensità, Bruce cantava con più vigore.
C’era una sintonia totale.

Pazzesca.
Quando poi l’acqua dal cielo ha iniziato a cadere così forte da non farci quasi vedere più niente, Bruce è sceso in mezzo a noi sempre più spesso.
Tante, innumerevoli le incursioni nel pubblico: come mai, forse, era successo in altre tappe di questo tour, pur sempre caratterizzato da una costante ricerca del contatto fisico con i fan, con le loro mani, i loro sguardi e sorrisi. Ancora di più rispetto ai tour precedenti, dove comunque mai s’è risparmiato.
E’ come se non fosse mai sazio di toccare e parlarci, come se non gli bastasse mai sentire il nostro calore.
I nostri corpi bagnati , intanto, strusciavano uno contro l’altro, mentre ci guardavamo tutti con stupore, ammirazione, gioia, libertà, consapevolezza che stavamo assistendo a un pezzo di storia dei suoi live.

Tutti, fin dalle primissime ore successive al concerto, hanno parlato della strana, magica atmosfera respirata su quel prato.
Estasi, dicono alcuni. 
Follia,dicono altri.
Lo stesso Bruce ce l’ha detto quando, trascorse più di 3 ore e terminata la Tenth Avenue Freeze Out con la quale solitamente conclude i concerti di questo tour, dal pubblico si leva l’inconfondibile coro: ancora una, Bruce, ancora una.
Lui sorride. 
Un misto tra il sorpreso, il riconoscente, l’entusiasta, poi con la sua nota voce graffiante e l’immancabile smorfia nel viso, urla in slang e scandendo ogni parola: “You are fuckin die-hards”.
Siete dei fottuti duri a morire.
Essere considerata così  da Bruce Springsteen, posso garantirvi, mi riempie di una soddisfazione impareggiabile.
E via con la ormai epica Twist and Shout di Firenze: un’esplosione di energia che pareva non aver fine, un tripudio emozionale che Bruce ha voluto condividere con noi, scendendo nuovamente tra il pubblico.
Non aveva proprio intenzione di lasciarci soli sotto quella pioggia e ha preteso di bagnarsi insieme a noi.
Ero vicinissima a lui e garantisco che il suo volto disteso e bagnato trasmetteva una gioia elettrica, contagiosa.
Come un bambino entusiasta che gioca in cortile sotto la pioggia, con la sua chitarra giocattolo.
Qualcuno in un articolo ha scritto che Bruce Springsteen sembrava il capitano di una nave in tempesta di cui noi eravamo i passeggeri.
Ebbene sì, era così.

Lui, con un sorriso aperto e radioso, si lasciava bagnare, incitando il cielo a scatenarsi ancora di più e allargando le braccia per poter godere pienamente ogni singola goccia, ogni singolo nostro urlo, ogni singola voce che acclamava il suo nome in preda ad un’ebbrezza incontrollabile.
Vedere per credere: questo è il video che sono riuscita a realizzare, nonostante la pioggia iniziasse a cadere con più violenza.

http://www.youtube.com/watch?v=qTuIjq8OatE&feature=plcp

Molti parlano di una sorta di rito purificatore collettivo.

Forse è una definizione fin troppo scontata, ma essendoci stata posso assicurare che di scontato non c’è proprio niente: ci sentivamo davvero parte di un qualcosa di speciale e irripetibile. 
La pioggia aveva sciolto ogni tipo di barriera tra il “Boss” e i “fans”: eravamo una cosa unica, in preda ad un’esaltazione collettiva.

I nostri vestiti zuppi si erano fatti pesanti, le scarpe si erano riempite di acqua all’inverosimile, ma una forza anomala e dirompente attraversava gambe e braccia, spingendoci a ballare, gridare senza sosta e a tendere continuamente le nostre mani gocciolanti verso di lui, completamente fradicio.
Dopo Twist and Shout il pubblico non osava ancora lasciare Bruce e via con l’ultimo, significativo, pezzo:
who’ll stop the rain.
Noi no, non l’abbiamo fermata la pioggia.
Noi abbiamo fatto sì che diventasse il perfetto coronamento di un concerto già bellissimo (perfetto,se ci fosse stata Thunder Road): la pioggia era diventata linfa vitale per un pubblico già caldo, ma che dopo le 23 s’è unito diventando corpo compatto, tutto sorrisi e energia.
Io ho sempre amato la pioggia: per me è come una carezza, anzi,  uno schiaffo che ti sveglia da ogni tipo di torpore e ti ricorda che sei vivo.
Ogni volta che ti lasci bagnare da quest’acqua fredda che cade dall’alto, che ne bevi un po’ aprendo la bocca rivolta verso il cielo, avverti un brivido, provi una sensazione di libertà, di fusione con tutto ciò che ti circonda.

Come se non fossi più padrone delle tue azioni, come se tutto fosse permesso.

Nel limite del legale, ovviamente.
Immaginate tutto questo potenziato esponenzialmente, grazie a Bruce Springsteen.
Ci siamo tolti magliette e pantaloni davanti a migliaia di persone, abbiamo guidato in mutande verso casa sorridendoci attraverso i finestrini delle auto, ci siamo dimenticati di avere cellulari in tasca e macchine fotografiche negli zaini ormai intrisi d’acqua.
Anzi, la voglia di testimoniare il delirio collettivo nel pit è stata tanta da rimetterci apparecchi tecnologici di ogni sorta.
Ho ottenuto la conferma di tutto questo dal mio ragazzo: per lui è stato il primissimo concerto del Boss e nonostante il suo cellulare comprato da appena un mese si sia parzialmente rotto per colpa dell’acqua, mi ringrazia sorridendo per averlo portato ad un evento simile.
E ci torneremo prestissimo.

Questo è il potere del Boss.
 
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37 thoughts on “I’m a fuckin die-hard!

  1. Anonymous ha detto:

    Bellissimo post..condivido appieno tutte le emozioni e le sensazioni che ci legano al Jersey Devil anche se purtroppo e dico PURTROPPO questa volta non mi è stato possibile assistere a nessuna delle tre date in terra Italica.Questi Hard Times mi hanno costretto solo a sognare nella speranza di poterci essere di nuovo e chissà quando!?. Ma leggere solo queste cronache mi trasportano all'interno di un unico Grande Cuore Affamato….come spiegare a chi non ci è mai stato?. Grazie..ed un SINCERO ABBRACCIO!!!Armando da Bari

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  2. Lisandra ha detto:

    Ti ringrazio davvero tanto Armando!!! Eh sì, chi è stato almeno una volta a un suo concerto può condividere queste stesse emozioni…emozioni che continuiamo a vivere anche dopo che sono trascorsi giorni, mesi, anni…….e se questa volta non sei riuscito a vederlo,non ti preoccupare…ha talmente tanta energia in quel corpo ultrasessantenne che ce ne saranno ancora diversi di tour!! ;-)Grazie ancora!!

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  3. Lisandra ha detto:

    Sono veramente felice che vi sia piaciuto! Il vostro sito e pagina FaceBook sono un bel punto di riferimento per tutti noi Springsteeniani ( durante questo tour le capatine ad entrambe sono state numerose!! 😀 )!Grazie ancora per aver linkato il mio ricordo di quella giornata!!

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  4. SoloDinamo ha detto:

    cara Lisandra, il tuo resoconto è tanto più prezioso perchè viene da una giovane fan, sono tanti anni ormai che ci raccontiamo "tra noi" veterani le cose, e gli anni sono passati un po' per tutti. Pensa che quel famoso concerto del Nassau Coliseum del 31.12.1980 (il più lungo) lo ascoltai in preziose musicassette che ho conservato, negli anni '80 (quando tu nascevi!). Veramente irripetibile,così come è stata unica Firenze per noi che eravamo lì. Se vuoi leggere anche il mio racconto, lo trovi nel blog. Io mi aspetto sempre tanto da lui, che mi suoni SUGARLAND o FRANKIE, e non mi ha mai deluso. ti mando un caro saluto sperando di rivederci sulle strade del Boss, "further on up the road" ;-)Gianni

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  5. Lisandra ha detto:

    Ti ringrazio!! :-)Ho appena letto il tuo racconto, ma ti lascerò le mie impressioni direttamente lì! ;-)Posso già dirti comunque che è sempre bello leggere i ricordi di chi ha vissuto Bruce dagli inizi, da quando era un magrolino mezzo sconosciuto in Italia come hai scritto te…sai, un po' vi invidio!Avendolo scoperto tardi, mi rammarico di non averlo fatto prima…avrei potuto vedere più concerti, ascoltare prima certe perle che mi fanno emozionare ad ogni ascolto, come fosse sempre il primo…Grazie ancora per il tuo bel commento!! 🙂

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  6. SoloDinamo ha detto:

    grazie a te per il commento sincero. Ma sei hai visto The rising tour, che è stato un grandissimo tour, uno dei migliori, allora avrai avuto sui 16 anni che mi sembra l'età giusta per conoscerlo.Pensa che ci sono persone che lo seguono dal 1973, ormai sono nonni o quasi…ultrasessantenni che si vedono nel video del Carousel 2009, vivente Clarence Clemons (a proposito ho scritto pure su di lui nel mio blog baskettaro). E una mia amica non più giovane 😉 diciamo così, era all'isola di Wight, sfidando fango pioggia e 15° proprio l'altro ieri, correndo dietro a Bruce. E' pure andata alle Canarie a maggio, ha visto Barcellona 1 e 2, era a New York ad aprile…ben pochi artisti o gruppi possono vantarsi di avere fan tanto devoti.Infine, anche io potevo lasciar stare la tesi di laurea nel giugno 1985 e volare a Milano, ma ho fatto altro e altrettanto avvenne nel luglio 1988 per Basilea…rimpianti, certo,ma anche orgoglio per tutto ciò che ho potuto vivere all those years.Salutoni !

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  7. SoloDinamo ha detto:

    scusami se ti rompo ancora, ma stanno organizzando un pullman per Zurigo, partenza da Milano il 9/7 molto presto. Sta preparando tutto il prof Marco di dvdrtree.comA Zurigo di solito B. fa un buon lavoro ;-)ciao

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  8. Lisandra ha detto:

    Avevo proprio 16 anni, infatti! Però non conoscevo quasi niente dei suoi album precedenti…tanto che fece una, per me allora sconosciuta, Jungleland che adesso adoro…è una delle mie canzoni preferite in assoluto ma purtroppo nemmeno me la ricordo al concerto, non conoscendola affatto…e ora chissà se mai la rifarà senza quel magnifico assolo di Clarence (anche se Jake se la cava egregiamente!)…Comunque è vero, pochi artisti possono vantare una tale devozione da parte di così tante generazioni, diverse tra loro…solo lui può essere capace di questo…Grazie ancora!

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  9. Lisandra ha detto:

    ma….ma….come fai a sapere che vado a Zurigo???

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  10. SoloDinamo ha detto:

    non lo sapevo mica !!!Però sapevo che molta gente andrà dall'Italia, ho tirato un po' a indovinare; in fondo è un posto mitico per via di quel primissimo concerto 1981 davanti a moltissimi italiani (molti per l'epoca).E' una comitiva simpatica e di gente a posto, penso che in pullman sia meglio che andare in treno o in auto, partono abbastanza prestino da Milano. Fammi sapere.

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  11. Luca ha detto:

    Ciao, scusa se approfitto del tuo spazio, ma il tuo splendido resoconto mi ha riportato a rivivere nuovamente le emozioni di quella magica serata. Per me è stato qualcosa di eccezionale anche perchè pur non essendo giovanissimo e seguendolo da quando ero ragazzo negli anni '80 ero al primo concerto di Bruce. E' incredibile come in tre ore e mezza di concerto ti passi davanti tutta la tua vita. Canzone dopo canzone, specialmente le più datatte, ognuna ha significato qualcosa per chi come me è cresciuto con la musica del Boss come colonna sonora della propria adolescenza e dei propri vent'anni. Passano i brani, Bruce ha una voce ti fa venire la pelle d'oca ed affiorano i ricordi che ti sembra di viverli adesso. Sono gli anni delle corse in vespa con gli amici, quando il casco non c'era ed il vento che ti sbatteva in faccia ti dava una sensazione che ti sentivi padrone del mondo e dei tuoi sogni. Nessuna ritirata, nessuna resa e le strade delle nostre campagne avevano lo stesso sapore di una highway americana. Quando un pugno di amici fraterni, una birra e Backstreets sparata a tutto volume erano il miglior rimedio del mondo per superare il due di picche che ti aveva appena dato quella ragazza che ti piaceva tanto. Quando Dancing in the dark e I'm on Fire che gracchiavano dal nastro inserito nell'autoradio erano il sottofondo perfetto per il primo appuntamento con quella ragazza che invece aveva fatto carte false perchè tu ti accorgessi di lei.E' vero, siamo fottutamente duri a morire ma di che ti meravigli? Ce l'ha insegnato lui con le sue canzoni!! Nessuna ritirata, nessuna resa ricordi? Può venire giù tutta l'acqua e la grandine di questo mondo, può succedere qualsiasi cosa ma noi continueremo sempre a correre. Forse un giorno ci fermeremo ma dove e quando sarà il momento, saremo solo noi a deciderlo. Noi e nessun altro.Un saluto.Luca

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  12. Lisandra ha detto:

    Ti ringrazio per avermi lasciato un commento pieno di ricordi, impressioni, suggestioni.Mi sono emozionata, sono sincera.Sono riuscita a sentire anch'io il vento in faccia,a confondere le nostre strade con le mitiche highway stelle e strisce, a sentire Backstreets messa a tutto volume (e aggiungerei cantata a sguarciagola, facendo a gara con l'ugola di Bruce)…Sì,hai ragione, non mi dovrei sorprendere di essere una fuckin die hard: siamo nati per correre, sotto il sole o sotto un'altra tempesta di pioggia, brividi, sano rock, vita e passione.Grazie ancora Luca per questo bellissimo commento e per aver voluto condividere qui i tuoi ricordi!

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  13. Lisandra ha detto:

    Infatti dicevo: il pubblico di Springsteen è talmente unico che ha pure poteri paranormali!! :-)Grazie mille per l'informazione! Ma andrò a Zurigo dal venerdì, perchè il mio ragazzo è mezzo svizzero e facciamo un tour dei paesini e città…Tra l'altro ho rischiato che non mi arrivassero i biglietti, ma spero di aver risolto ogni problema…non è buona cosa fissarli a 3 settimane da un concerto, ho imparato la lezione!

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  14. SoloDinamo ha detto:

    OK.Non mi parlare di biglietti, io ho quello di Londra speditomi via mail e stampato da me, tipo biglietti ryanair. Mi auguro non facciano storie.ciao e buona prosecuzione di tour

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  15. SoloDinamo ha detto:

    in nome della comune fede (e anche in nome del rock…) ti mando link di un mio vecchio biglietto :)http://s15.postimage.org/7p00g61d7/img116.jpg

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  16. Anonymous ha detto:

    Che meravigla leggere i vostri commenti! Io sono una neo 18enne, fan di Bruce da quando, circa 6 o 7 anni fa, per caso mio fratello mi fece ascoltare Brillant Disguise e una cover di walking in memphis… Da allora io sono la springsteeniana della famiglia! Per il mio 18esimo mia mamma mia ha fatto il dono immenso di portarmi a Firenze, io c'ero! Io ero al concerto del mio mito! Non avete idea quante lacrime di commozione ho versato, quanta felicità, quanto ho ballato insieme ai miei vicini, quanto me la ridevo quando alcuni (non troppi, i più erano nella mia situazione) mi guardavano con un misto di divertimento e incredulità urlare tutti i testi e ballare come se non ci fosse un domani, cover comprese, senza riuscire a comandare ai miei muscoli di fermarsi un istante se non con the river… Ero in tribuna maratona, prima fila presa con le unghie e da lì, anche se lontana dalla massa di veterani a cui avrei voluto appartenere, mi sentivo membra di quell'organismo pulsante, vitale e instancabile che eravamo quella notte. La sera più bella, il regalo più bello.E ho scoperto un popolo come voi. Vedete, per una della mia età non è facile spiegare, condividere queste esperienze con i miei amici. Alcuni amano il rock sì, ma non hanno visto LUI in tour. Figurarsi chi ascolta altri generi: condividiamo un sacco di cose, ma non certo l'amore per una musica così totalizzante! Siete un po' la mia valvola di sfogo, quello che mi fa capire che non sono l'unica pazza ad avere questa sua passione sfrenata. Sono una fucking die-hard, e non potrei esserne più orgogliosa!

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  17. SoloDinamo ha detto:

    brava ragazza….e brava la sua mamma.Bisognerebbe tradurre e far leggere tutto a Bruce…ma non penso sia possibile. A veteran (così si chiamano i vecchi fan negli USA…)

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  18. Lisandra ha detto:

    Ciao! Innanzitutto grazie mille per aver letto il mio racconto di questa serata, per noi così speciale… 🙂 sottoscrivo ogni tua parole: la sensazione di far parte di un unico organismo pulsante e vitale è verissima!Io ho scoperto Bruce intorno ai 16 anni e proprio come sta accadendo a te adesso, nessuno dei miei amici condivideva lontanamente la mia passione: lo chiamavano vecchiaccio e tamarro.Sè sè, vabbè.Per le ultime generazioni avvicinarsi al mondo di Springsteen non è qualcosa di immediato…spesso sono i genitori fan a metterci lo zampino, altre volte è un nuovo album a fartelo scoprire…ma ribadisco ancora che l'unico modo, adesso, per entrare prepotentemente nella dimensione di Bruce e restarci è andare a un suo concerto.2/3 ore di un suo live e lui ti ha definitivamente catturato nella sua rete.Grazie ancora, fuckin die hard! 🙂 Alla prossima! 😉

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  19. Luca ha detto:

    Innanzitutto complimenti alla mamma per il bel regalo che ti ha fatto!!! Fa piacere a noi che abbiamo qualche anno in più in magazzino sapere che ragazzi così giovani (e ce n'erano tanti al concerto) si sono appassionati a Bruce. Io credo che sia un modello positivo perchè pur essendo una star è una star "normale". Nel senso che non ha una vita piena di eccessi sempre sui giornali, i suoi tour non sono caratterizzati da camere di hotel sfasciate, conti non pagati e bravate simili.Io sono di Firenze e svariate persone che conosco che hanno assistito al concerto di Bruce hanno visto anche quello di Madonna la settimana successiva ed i confronti si sprecano. Non c'è partita a favore del nostro. Tutta un'altra storia. Poi c'è la musica che prescinde la generazione perchè parla di problemi di gente comune nella vita di tutti i giorni. Cose che senti vicine, brani che nonostante siano stati scritti trent'anni fa sono di una attualità incredibile perchè comunque, da che mondo è mondo, per dirla con le sue parole "… il baro tira i dadi e l'operaio paga le bollette". A tutti noi è capitato di incontrare qualche avvoltoio che ha portato la morte nella nostra città. Cosi come di fronte ad una ingiustizia avremmo voluto essere almeno per un giorno come Tom Joad. E a chiunque è capitato di attraversare nella propria vita un periodo in cui il fiume era in secca, prociugato. Ma basta saper aspettare e l'acqua torna a scorrere perchè la vera sorgente che alimenta il fiume è quella che sta dentro al nostro cuore.Continua così, ragazza, perchè come si dice dalle mie parti vieni su bene!!Un saluto.LucaPS. Lisandra, di ai tuoi amici che metterei la firma (e credo la metterebbero pure loro) per essere a 62 anni vecchiaccio e tamarro come Bruce.

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  20. Anonymous ha detto:

    Scusatemi non mi sono firmata, mi chiamo Valentina :)Grazie mille per quello che avete scritto! È rasserenante vedere come ci si possa unire in nome di qualcuno che per noi rappresenta l'onestà. Per me Bruce è un modello, io l'ho sto apprezzando ora, quando nelle sue interviste manifesta l'esperienza dei suoi anni sopra e giù dal palco. Mi ha e mi sta insegnando tanto, le sue parole mi hanno indirizzata in diverse scelte più o meno significative. Questo sono i suoi talenti: indirizzare, unire.Grazie ancora springstiniani, siete proprio belli! 🙂

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  21. Anonymous ha detto:

    Scusatemi non mi sono firmata, mi chiamo Valentina :)Grazie mille per quello che avete scritto! È rasserenante vedere come ci si possa unire in nome di qualcuno che per noi rappresenta l'onestà. Per me Bruce è un modello, io l'ho sto apprezzando ora, quando nelle sue interviste manifesta l'esperienza dei suoi anni sopra e giù dal palco. Mi ha e mi sta insegnando tanto, le sue parole mi hanno indirizzata in diverse scelte più o meno significative. Questo sono i suoi talenti: indirizzare, unire.Grazie ancora springstiniani, siete proprio belli! 🙂

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  22. SoloDinamo ha detto:

    proprio l'altro giorno in pizzeria ho trovato 2 persone che partite dalla lontana Sardegna, hanno visto Madonna a Firenze. Un solo termine….irripetibile. Inizia con la "c" e finisce con la "a".Quello che ha detto Luca è giusto, quindi ora non ci resta che aspettare il resoconto di Lisandra da Zurigo.Un'altra notte storica, ne sono certo.ciao, Gianni

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  23. Luca ha detto:

    Beh, il fatto è che secondo me si è trattato in un caso soltanto di un grande show e nell'altro invece di emozioni allo stato puro. Poi c'è il resto. Si parla addirittura di alcuni brani cantati in playback, concerto iniziato con oltre un'ora di ritardo, per non parlare di quello che ha combinato lo staff in città e che è stato ampiamente riportato dalla stampa. Aspettiamo Lisandra che ci racconta Zurigo vah. Concordo anche io Solo Dinamo, un'altra notte storica di sicuro.Tanto per gradire, avrai visto sicuramente il film Lupo Solitario, debutto alla regia di Sean Penn, ispirato interamente alla canzone di Bruce Highway Patrolman. Non è male dato che si tratta della fedele rappresentazione cinematografica del testo del brano con un ancora sconosciuto Viggo Mortensen nei panni del fratello Frankie. Potremmo consigliarlo a Valentina che è molto giovane e dubito l'abbia visto. Tanto per rimanere in tema …. magari è sfuggito pure a Lisandra.Un saluto.Luca

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  24. Lisandra ha detto:

    Concordo su ogni punto che hai toccato!Come ho scritto anch'io nel post, una delle cose che più mi piace di lui è il fatto che, nonostante sia a mio parere il più grande performer e autore di tutti i tempi, sia una persona assolutamente normale, che non ha attraversato gli anni '70 sotto effetto di sostanze e in preda a vizi di ogni tipo, come molti colleghi (l'avesse fatto, non riuscirebbe di certo a 62 anni a sostenere 3 ore e mezza di concerto senza mai risparmiarsi!)Quindi concordo, Bruce è un modello positivo a cui molti giovani, artisti e non solo,dovrebbero ispirarsi…Tranquillo Luca, ai miei amici non le ho di certo mandate a dire!! 😉

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  25. Lisandra ha detto:

    brava Valentina!sì, lui è un modello per tutti e dalle parole dei suoi testi sgorga sempre un animo raro, ricco, unico.oltre che una genialità impareggiabile.e poi verissimo il fatto che uno dei suoi talenti sia quello di indirizzare ed unire: non ricordo nessun altro che riesca a compattare generazioni apparentemente così distanti (e non solo anagraficamente parlando), dando vita a un'anima sola che pulsa sotto il palco, con la sua.Grazie a te Vale per le tue parole! 😉

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  26. Lisandra ha detto:

    Ciao a tutti!!! Sono tornata da qualche ora dalle mie giornate nella caldissima (e carissima) terra svizzera!Se trovo un po' di tempo, vorrei scrivere un post interamente dedicato a questo concerto , ma intanto vorrei lasciarvi qui qualche mia impressione!Il concerto è iniziato alle 7.30, quando il sole ancora picchiava forte…situazione ben diversa dalla nostra piovosa e folle Firenze!Come prevedevo, il pubblico lì è particolarmente freddino…per i primi 10 pezzi mi sono sentita quasi in imbarazzo a essere una dei pochi a saltare e cantare a sguarciagola. Per fortuna c'erano altri italiani vicini a noi….non è campanilismo, ma è pura verità: il pubblico italiano (e aggiungerei anche quello spagnolo) è nettamente superiore in quanto a calore e entusiasmo, c'è poco da fare.Intorno a me c'erano svizzeri e francesi con braccia conserte, ghigno in volto, bocca chiusa ermeticamente.Io so che non esiste un codice di comportamento ad un concerto, ma su…sei a un concerto di Bruce Springsteen, hai pure speso 180 franchi e te ne stai lì come se ci fosse Raoul Casadei con Romagna Mia??Comunque……non so quale sia stata la scintilla, ma da un certo punto della serata qualcosa inizia a cambiare…(come lui insegna…You can't start a fire without a spark ;-D)Forse le sue sempre più frequenti capatine sulla pedana in mezzo a noi, non saprei…ma il pubblico inizia finalmente a svegliarsi (anche se noi eravamo sveglissimi già dalle primissime note su cui sono entrati Bruce e la band) Solo il Boss è capace di questo: trasformare un pubblico piuttosto passivo e glaciale in uno caldissimo, compatto, urlante, saltellante.Infatti nella seconda metà del concerto,e soprattutto nei bis, la freddezza iniziare era ormai solo un ricordo!E' stato un concerto sorprendente, un escalation di emozioni che ci ha regalato delle vere perle.4 le richieste del pubblico soddisfatte, ma su una in particolare (forse già ne avete sentito parlare da qualche parte) s'è scatenata una vera raffica di insulti: Working on a dream.Non so cosa ne pensiate del pezzo, ma io sinceramente non l'ho mai digerito e come me praticamente tutto il resto del pit che non ha smesso di mormorare e infamare "simpaticamente" l'autore del cartello incriminato!A Bruce piacciono le sfide, per questo credo l'abbia scelto: non a caso c'è stato più di un minuto di silenzio perchè, come ha confessato lui stesso, Stevie non se la ricordava e così gli altri!!Passiamo invece alle perle: Growin Up sempre splendida, potentissima Youngstown, toccante e commovente If I should fall behind fatta solo piano (avevo le lacrime agli occhi, giuro)Per l'occasione avevo preparato anche un cartellone con su scritto "I'm a Fuckin Die-Hard from Florence" e trovandomi parecchio vicino alla pedana, l'ha notato e sorriso, indicandolo.Dopo poco c'è stata una, per me indimenticabile, Working on the Highway dove mi ha guardata dritto negli occhi per un intero ritornello…sarò stupida, ma ancora a ripensarci mi vengono i brividi oltre che un sorriso immediato!I bis sono stati potentissimi e il pit finalmente è esploso di gioia.Purtroppo ancora una volta non ha fatto Thunder Road…ormai mi devo rassegnare: non riuscirò mai a sentirla live! :-(Nonostante questo…in poche parole concerto grandioso…31 pezzi e 3 ore e venti di passione pura, di sorrisi, di entusiasmo, di positività e vita.Sono già in astinenza…speriamo che le voci insistenti su un suo ritorno la prossima estate diventino certezza!!

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  27. Luca ha detto:

    Ciao,Come si prevedeva, dunque, un'altra serata magica. del resto non che ci fossero molti dubbi. Bella l'idea del cartello con la scritta I'm a fucking diehard from Florence. E' come se idealmente avessi rappresentato tutti noi del concerto di Firenze. Sono convinto che anche per Bruce è stato un concerto dove si è divertito un sacco. Si vedeva. Fosse stato per lui sarebbe andato avanti chissà ancora per quanto. Dopo l'esibizione so che ha cenato col Sindaco di Firenze al quale ha detto che si è trattato di un concerto incredibile caratterizzato da un grandissimo feeling col pubblico.Tornando a Zurigo, mi dispiace che non ha fatto Thunder Road. Però ha fatto The ties that Bind. Mi piace un sacco quella canzone. Mi ricorda un sacco di cose. Così come tutto l'LP Born in the USA. Ops continuo ad usare il termine LP. Ma trattandosi di un disco del 1984 direi che ci sta proprio bene. Ognuno di noi ha un anno speciale. Il 1984 è stato il mio anno speciale e LP Born in the USA la colonna sonora. E i vinili, niente a che vedere con la perfezione digitale dei CD ma in quanto a poesia, credimi, non c'è paragone. Il fruscio della puntina sul solco, lo stacco del braccio al termine del brano…. . Per il resto che dire … non è da tutti beccarsi un ritornello intero di sguardi!!! Io penso che ti ha guardata proprio per il cartello, perchè eri una di quelli che non hanno mollato e che si è fatta un altro sacco di chilometri per essere ad un altro concerto. Insomma, è un riconoscimento che ti sei guadagnata sul campo.Un saluto.Luca

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  28. Lisandra ha detto:

    Ciao Luca!eh sì, la magia dei vinili è qualcosa che i cd non potranno mai replicare…ogni tanto guardo tra le bancarelle dei mercatini se riesco a trovarne uno di Bruce (magari Born to Run!), ma l'impresa non è semplice! A Zurigo concerto bellissimo, ma come dici te, ogni sua tappa è unica per tantissimi motivi.Fosse stato per me, sarei partita subito per Dublino e i Paesi del Nord (il concerto di Oslo dev'essere stato incredibile…ha nuovamente sfiorato le 4 ore!)…ma le tasche sempre più vuote non me l'hanno permesso!Anche a me piace tantissimo The Ties that Bind, ma Thunder Road…..beh, mi emoziona sempre come fosse la prima volta che l'ascolto e spero davvero che un giorno possa sentirla dal vivo…così come Rosie,che in questo tour sta suonando piuttosto raramente!Comunque sono stata felicissima di ascoltare If I shoul fall behind solo piano: emozionante, profonda, commovente. Fortissima.Per quanto riguarda Workin on the Highway, ormai ogni volta che l'ascolto, ripenso a quella ventina di secondi in cui i suoi occhi guardavano i miei(sono irrecuperabile, lo confesso!)…ma come racconterò meglio nel post sul concerto, il suo sguardo era intenso e, ti sembrerà strano, quasi paterno.Ero entrata letteralmente in trance (per fortuna esistono vari video che mi ricordano quei momenti!) e biascicavo un inglese improbabile nel cantare le parti più veloci del testo (già di per sè complicato!): avrà pensato "questa manco sa bene le parole!!" e invece non si contano le volte in cui l'ho sentita!! :-)Sono felice di avervi rappresentato tutti con il mio cartello: questa era l'intenzione, ovvero trasmettergli il calore di tutti noi che eravamo là, il 10 giugno scorso, a vivere una serata indimenticabile.Penso proprio lo sia stata anche per Bruce, lo si vedeva dallo sguardo, dalle espressioni felici in volto…anche secondo me, fosse stato per lui, avrebbe continuato a suonare dopo Who'll stop the rain ma la pioggia, appunto, era diventata troppo violenta e la situazione stava diventando particolarmente complicata anche dal punto di vista della sicurezza.Comunque si fanno sempre più insistenti le voci circa una ripresa del tour nel 2013…addirittura si parla di un rumour giunto da una fonte attendibile riguardo 4 possibili date in Italia! Se veramente fosse così, sarebbe un regalo grandissimo da parte sua: incrociamo le dita!Un grosso saluto Luca!

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  29. Luca ha detto:

    Beh, sarebbe la dimostrazione di quanto anche per lui l'Italia rappresenti un posto speciale. Azzardo Milano, Bologna (Firenze, Torino), Roma, Napoli. Se invece non viene in estate a parte Milano e Roma non saprei in quali altre città esistono location al chiuso con capienze adeguate per l'evento. A Firenze il Palazzo dello Sport (Mandela Forum) tiene 6500 persone come posti a sedere. Se ci aggiungi lo spazio della pista antistante il palco potrai arrivare a 9000. Mi sembra un po' poco. Boh, intanto speriamo che venga. Concordo, sarebbe davvero un bel regalo. Aspetto di leggere il post su Zurigo. Un saluto.Luca

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  30. SoloDinamo ha detto:

    forse ti converrebbe scrivere un post a parte per Zurigo…così commentiamo lì sotto.Ancora pochi giorni e Bruce tornerà negli USA.Consentimi un velo di malinconia, è stato molto bello questo tour per tutti noi…dopo mesi e mesi di attesa tutto è volato via in poche serate. E chissà quando potrò rivedere un concerto. :(buona seratae buone vacanze a tutti.g."meet me on this land of hope and dreams".

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  31. Lisandra ha detto:

    Ciao!eh sì, hai ragione…sono stati mesi speciali, dove abbiamo assistito più di una volta allo spettacolo di un uomo e di un band fuori dal comune.Come ho già scritto commentando il tuo post, anche te hai assistito veramente a un qualcosa di meraviglioso…come se non bastasse Bruce, addirittura l'incontro con un'altra leggenda vivente…che tour ci sta regalando quell'ometto del NJ!speriamo che il prossimo anno ci riservi qualche altra bella sorpresa, visti i rumours…:-)Appena ho un po' di tempo, butto giù qualche riga su Zurigo! ;-)Un grosso saluto!

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  32. SoloDinamo ha detto:

    Dalla Scandinavia, mi dice un'amica che Bruce è in gran forma, molto allegro. Grandi show anche lassù con molte chicche. Ha fatto pure Seaside Bar Song.E' difficile parlarne, bisogna vedere un suo concerto…un saluto a te ! Stammi bene.Ti leggerò con vero piacere :)E come ha detto lui al Madison nel 2000, tra le lacrime:"I close my eyes and feel many friends around me"gianni

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  33. Luca ha detto:

    Già, stiamo andando sul sentimentale ma quando ci va ci vuole! C'è la consapevolezza di aver preso parte a degli eventi bellissimi ma anche un briciolo di malinconia. Sembra un po' come la fine dell'estate, a settembre, quando le giornate sono ancora belle calde ma l'aria è diversa e senti che l'autunno sta per arrivare … Speriamo davvero che i rumors sul prossimo anno si avverino. Buone vacanze anche a te Gianni e ovviamente anche a Lisandra, la padrona di casa.Ci si sente.Un saluto.Luca

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  34. Lisandra ha detto:

    Condivido le vostre sensazioni: un pizzico di nostalgia, l'impressione che qualcosa è finito e che bisogna attendere un po' per poterlo rivivere nuovamente…Nel frattempo si sta concludendo il tour europeo con l'ultima data, a Helsinki.Avete saputo che in Svezia hanno suonato Jungleland? Io pensavo che non l'avrebbero mai più fatta, che non si sentissero ancora pronti a riproporla senza Big Man…e invece hanno spiazzato tutti, suonandola per la prima volta in Svezia (visto il forte legame che c'era tra il Paese e lo stesso Clarence)…vedendo qualche video, mi sono emozionata molto…e Jake è stato grandioso!!Nel frattempo ho buttato giù qualche riga su Zurigo…beh, non proprio "qualche", essendomi lasciata prendere la mano, come sempre! ;-)Buone vacanze anche a voi, Gianni e Luca!Un saluto!Ale

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  35. Anonymous ha detto:

    Quando ho letto di Junglelan mi è caduta la dentiera!!! XD anche io credevo non l'avrebbe più fatta e invece…. e invece ora che ci ha fatto vedere che la nostalgia testarda non serve a ricordare C, ma che il modo migliore per farlo è permettere a jake di farsi valere, beh, ora sono davvero serena!! Quell'uomo è una meraviglia!!! Non si ferma mai (e non andrebbe mai fermato AHEHM coff inglesi coff). Complimenti a piccolo Clemons! :DValentina

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Ti ricordo che il mio blog si è trasferito! Seguimi al nuovo indirizzo ➜ alessandratoni.it ... e ogni settimana partiremo per un nuovo viaggio sulle strade del web!
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