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Welcome to the Future

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25 febbraio 2013 di Alessandra Toni

Qualche anno fa scrissi un racconto ambientato nel futuro, immaginando un paio di occhiali attraverso i quali poter intrattenere conversazioni a distanza e inviare messaggi.

Siamo solo nel 2013 e questo già è diventato realtà.

La realtà si chiama Google Glass.

google-glass-explorer

Il “gigante di Mountain View” ha confermato così il suo appellativo, iniziando a sperimentare un anno fa, solo sul proprio team e tra poco anche su gente comune, questo prodotto rivoluzionario dall’impatto dirompente non solo sul mondo tecnologico, ma sulle nostre stesse vite.
Cosa sono i Google Glass?
Per poterlo capire, l’unico modo è viverlo:

Google Glass – Live the Experience

 

Basterà pronunciare due semplici parole “Ok Glass” e una serie di incredibili funzioni sarà per noi accessibile: un Apriti Sesamo” del nuovo millennio, per portarci dritti nel futuro.

L’uscita nei negozi (prevista, forse, per il 2014) avverrà solo dopo l’attuazione del Glass Explorer Program, che vedrà coinvolte persone accuratamente scelte da Google per diventare “cavie”: un ruolo importante e attivo, per il quale è richiesta particolare creatività in modo tale da suggerire miglioramenti o nuove funzioni.

Il Glass Explorer Program non è però aperto a tutti: la prima condizione è essere residenti negli Stati Uniti ed il costo per entrare è pari a 1500 dollari.
Ma che prezzo ha portare la tecnologia a stretto contatto con i nostri sensi?

Negli ultimi giorni molti stanno dibattendo su questo e su quali vantaggi possa portare “l’ennesimo” device tecnologico.
No, non è l’ennesimo oggetto destinato ai soli geek: è una potente rivoluzione dettata da reali esigenze, bisogni.

Come sono nati i Glass?
Sono Steve Lee, product director e Isabelle Olsson, industrial designer, a spiegarcelo: nascono dalle distrazioni provocate dall’uso degli apparecchi tecnologici di nostra conoscenza.

E’ vero che la tecnologia ci permette da tempo di connetterci ovunque e con chiunque, ma è innegabile che l’uso di I-phone, Ipad o navigatori ci distragga.

Nessuno, ormai, presta più particolare attenzione alla realtà: basta dare uno sguardo a ciò che accade attorno a noi e spesso vediamo solo tante teste chine su uno schermo luminoso.

Lee ci porta un altro esempio concreto:

Pensate alla recita scolastica dei vostri figli: se usate una camera o un cellulare per catturarne un momento…lo avrete perso nella realtà.

Emblematica la domanda finale posta dallo stesso Lee: 

Your kids are better resolution in real life?

I tuoi figli hanno una migliore risoluzione nella vita reale?

Ecco, il potere dei Glass sta racchiusa nella risposta.

Con questa innovazione direi che potremmo abbandonare il concetto di semplice convergenza tra reale e virtuale: parlerei di vera fusione.

Una fusione che metterebbe al bando teste chine e dita martellanti su schermi sempre più grandi…una fusione che potenzierebbe la nostra realtà, prendendo direzioni incredibili.

E lasciando sempre libere le nostre mani.

Pensate a situazioni di difficoltà che tutti noi abbiamo vissuto, almeno una volta: perdersi tra le strade di qualche città o non riuscire a comunicare in una lingua diversa dalla nostra.
Con i Glass li potremo risolvere, senza mai perdere di vista la realtà. 

google-glass-puts-directions-right-in-front-of-your-eyes

Problema: orientamento
Le direzioni da seguire saranno sempre davanti ai nostri occhi.

Google_Glass_gallery_06

Problema: traduzione in lingua straniera.
“Ok Glass, Google. Come di dice <mezzo chilo> in cinese?”

Altra importante questione: il design.
Come evitare strani sguardi da parte di chi incrociamo per strada, mentre indossiamo i Glass?
L’impresa non era semplice e forse non è ancora arrivata al termine, ma è stato sicuramente scongiurato il pericolo di apparire come dei cyborg.

Leggeri e resistenti, dal design elegante e piuttosto discreto, con possibilità di scegliere tra 5 colori diversi.

Google-Glass-hand

Non solo: secondo alcuni rumours, pare che possa andare in porto una partnership con Warby Parker per migliorarne ulteriormente il design.
E se volessimo provarli sul nostro viso prima di acquistarli?
La notizia che circola sul web, e pare data per certa, risponderebbe anche a questa domanda: entro l’anno potrebbe nascere il primo flagship Google Store su modello Apple.

A questo punto rimangono i punti oscuri e qualche dubbio.
Il primo, ovviamente, è l’etiquette: cosa sarà permesso o non permesso fare con i Glass?
I poteri dati da queste due lenti sono talmente grandi che richiedono un necessario controllo in certe situazioni, ma mi chiedo se sarà mai possibile garantire il rispetto di certe regole da parte di tutti.
Infine è impossibile non tornare a parlare della fusione tra reale e virtuale: i suoi aspetti positivi sono innegabili e li ho già evidenziati, ma esiste sempre un rovescio della medaglia.
In questo caso potrebbe essere il rischio di non riuscire più a distinguerli, di rimanere intrappolati in una dimensione che non è nè reale nè virtuale, provocando quel senso di alienazione che era stato alla base della nascita dei Glass.

Ma per dubbi e perplessità è ancora presto, molto presto.
Per ora godiamoci questa rivoluzione e…

WELCOME TO THE FUTURE
 
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3 thoughts on “Welcome to the Future

  1. SoloDinamo ha detto:

    ciao! cambiato indirizzo e modificato nel mio blogroll…un saluto !

    Mi piace

  2. Alessandra Toni ha detto:

    Ciao…grazie mille!! Un saluto anche a te!

    Mi piace

  3. […] quello realizzato da Google con i suoi Google Glass, dei quali avevo già parlato ad inizio anno (qui il post): da allora i miglioramenti apportati al prodotto sono stati tanti e vicina è la loro uscita sul […]

    Mi piace

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