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Voglio essere una mucca viola.

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10 novembre 2013 di Alessandra Toni

E’ dura farsi largo, al giorno d’oggi.

Troppe informazioni, troppe alternative, troppa tecnologia che ha reso ogni cosa possibile e vicina a noi.

Stupire, nel 2013, sembra un’impresa infattibile.

cara-de-sorpresa

Un’impresa che le aziende di oggi, piccole e grandi che siano, devono saper affrontare con le armi giuste, ma la soluzione non sta nel lievitare i budget (e aggiungerei “fortunatamente”, visti i tempi)

La chiave del successo sta nell’unicità, nell’essere quell’eccezione capace di sorprendere ancora oggi.

E per poter girare quella chiave, non servono budget a 4/5 zeri.

Servono fantasia e coraggio, due concetti che in realtà sono strettamente legati tra loro: per essere fantasiosi, infatti, bisogna saper rischiare, aver voglia di abbandonare quella razionalità e quelle convenzioni che ci legano a terra.

Essere straordinari: ecco l’unica ricetta per la visibilità.

E qui rispolvero un’espressione coniata da uno dei massimi esponenti del marketing negli Stati Uniti, Seth Godin, che una decina di anni fa riscosse un enorme successo con il suo libro “Purple Cow”.

La Mucca Viola.

…e non pensate a cioccolata e a grandi prati svizzeri.

mucca

Quello che Godin voleva esprimere era l’importanza dell’unicità in un mondo sovraffollato di competitors, prodotti e messaggi pubblicitari…e se si pensa che quel libro venne pubblicato nel 2002, prima dell’esplosione del 2.0, non si può non ritenerla ancora più giusta ai giorni nostri.

La mucca viola, che si distingue in una mandria di mucche normali, è sinonimo di straordinarietà,

…è ciò che emerge dal consueto, ciò che si fa notare e fa parlare di sè. E’ la novità che suscita interesse. 

Seth Godin si chiede, però, perché sia così difficile essere Viola, essere unici e diversi:

La mucca viola è rara solo perché la gente ha paura.

E torniamo, così, al binomio fantasia – coraggio, perché essere “viola” comporta il rischio di esporsi a critiche e dissenso, mentre seguire le regole ed essere cauti viene da qualcuno percepito come più rassicurante e “comodo” (e questo vale anche nella vita di tutti i giorni…)

Ma siamo proprio sicuri che il defilarsi sia la strategia migliore, soprattutto oggi?

Ecco la risposta data da Godin nel 2002 ed ancora più vera nel 2013:

In un mercato affollato, seguire le regole significa fallire, non emergere equivale ad essere invisibili.

Dal momento, però, che la Mucca Viola di Godin ha quasi 12 anni ed è nata prima della grande rivoluzione digitale di inizio millennio, cosa bisogna fare oggi per distinguersi ed avere successo?

Partiamo dal banale assunto che la vita quotidiana è sempre più on-line e che quindi ogni soggetto deve adeguarsi. Della serie, se voglio incontrare un mio amico e so che vive a Bologna, sicuramente non prenderò un treno per Roma.

Detto questo, come muoversi in un Paese sempre più social e mobile?

Una bella infografica di SocialMetricsPro indica 21 regole per agire al meglio nel mondo dei social network e tra questi importanti consigli (il cui elenco completo è allegato qui sotto) ecco i più importanti da tenere sempre a mente: essere autentici e sinceri, coinvolgere e far partecipare attivamente i propri fan (engagement), non spammare, ascoltare sempre il pubblico e rispondere ai loro interventi, essere educatiavere pazienza (perché i risultati del lavoro social non sono mai immediati), essere visual (usare foto di buona qualità ed originali, video e altri contenuti multimediali) e, cosa fondamentale, mai dimenticare il sorriso in ogni vostra attività.

Alle 21 regole elencate nell’infografica mi sento di aggiungerne un’altra: mostrare il lato umano della propria azienda e quindi rendere visibile al pubblico l’invisibile, i volti dello staff e il lavoro che si nasconde “dietro le quinte“.

Il punto di partenza, però, non cambia, ovvero ricordare sempre che la gestione delle pagine social a livello aziendale non va mai sottovalutata: si tratta di uno strumento di comunicazione delicatissimo, che richiede tempo, energia e voglia di portare novità, per essere sempre quella mucca viola che si distingue dai competitors anonimi.

Perché come dice Seth Godin…

O sei una Mucca Viola o non sei nessuno. Straordinario o invisibile. A te la scelta.

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One thought on “Voglio essere una mucca viola.

  1. […] già raccontato in un mio precedente post, l’obiettivo di ogni brand, piccolo o grande che sia, è stupire i propri potenziali […]

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