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Social Refresh: le news su Twitter, Facebook e Google Plus.

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3 maggio 2014 di Alessandra Toni

Lo so, queste ultime settimane ci stanno confondendo, facendoci saltare da una Pasqua ad una Festa del Lavoro passando per il 25 Aprile, ma sui social media non è mai festa e le novità non sono mancate neppure stavolta.

Ad essere protagonisti del mio Social Refresh #5 saranno Twitter, Facebook e Google Plus.

google_facebook_twitter_logo-

 

♦ E Twitter “mormorò”…

Partiamo dal social cinguettante…innanzitutto, vi siete abituati al nuovo profilo?

O siete tra quelli che non hanno ancora premuto il pulsante per l’aggiornamento?

Vi capisco, vi capisco…questa volta i cambiamenti sono importanti e magari qualche lamentela catturata in rete (soprattutto riguardo l’eccessiva somiglianza con Facebook) non vi convince a fare il grande salto.

Confesso che anche a me non convince ancora del tutto e ci sono due novità che devo capire meglio e alle quali abituarmi: la decisione di spostare la biografia sulla sinistra, rendendola meno visibile rispetto a prima e l’idea di aumentare la dimensione dei caratteri a quei tweets che hanno ricevuto più interazioni.

A parte che ho constatato come non sempre il criterio venga rispettato, ma quest’alternanza tra tweet normodotati e sovradotati, ovviamente secondo il mio parere, rende i cinguettii un po’ più difficili da leggere sul profilo di una persona…ma si sa che ogni aggiornamento richiede un periodo di metabolizzazione e presto saprò apprezzarlo…

Se invece siete tra quelli che non riuscite a staccarvi dal vecchio profilo, ricordatevi che presto diventerà obbligatorio per tutti e quindi sarà meglio correre subito ai ripari e conoscerlo meglio: per farlo, vi consiglio di leggere questo post di Cinzia di Martino ricco di preziosi consigli.

Adesso, però, passiamo da un cambiamento reale ad uno che, forse, spiccherà presto il volo su Twitter.

Sottolineo il “forse”, perché tutto nasce da un’intervista rilasciata a Bloomberg dal CEO Dick Costolo dove lui ha dichiarato la volontà futura di mettere le mani sulle impostazioni della privacy, introducendo il “whisper mode“, la modalità sussurro.

Sul sito ufficiale troverete l’intervista completa, ma ecco cosa si intende per whisper mode: Costolo vorrebbe introdurre la possibilità di conversare in modo esclusivo solo con alcune selezionate persone.

“Ma esistono già i DM direte voi.

Esatto, ma qui si parla di veri e propri tweets e Costolo ha voluto subito precisare che i “sussurri” non andrebbero a sostituirli, bensì a supportarli perché sarebbero un punto di partenza per una vera conversazione privata.

Ecco la sua dichiarazione:

“Ci sono spesso conversazioni pubbliche che vorresti acciuffare e portare in whisper mode con un amico (…) o più di un amico. Renderemo più semplice muoversi con fluidità tra conversazioni pubbliche e private.

Il whisper mode rappresenterebbe, quindi, una via di mezzo tra i tweets e i DM, tra ciò che finora era visibile a tutti e il privato.

È presto per pollici su o verso: è un’idea che per il momento è solo nell’aria, anzi, nelle parole di Dick Costolo, ma nel caso dovesse trasformarsi in realtà potrei giurare che i veri mormorii non saranno solo sotto forma di tweets…

…la facebookizzazione di Twitter è in corso…

 

♦ Facebook dalla parte delle news…e dell'”anonimato”

Vi ricordate il piccolo, grande sogno di Mark Zuckerberg? Trasformare la sua creatura nel miglior quotidiano (personalizzabile) al mondo.

Non è un mistero che voglia investire moltissimo nell’informazione, puntando a rendere Facebook una fonte di news sempre più autorevole, un vero punto di riferimento per lettori e giornalisti: come evidenziato da Menlo Park, nel corso del 2013 il traffico da Facebook ai siti di informazione è quadruplicato e questo non può che essere un punto di partenza per una sempre più solida collaborazione con il mondo del giornalismo.

Dopo il lancio di Paper avvenuto nei mesi scorsi, una settimana fa è stato fatto un annuncio che conferma la direzione presa e promette grandi novità per chi lavora nel mondo dell’informazione e ha bisogno sempre di notizie certe e verificate: l’arrivo di Facebook Newswire.

Ecco come viene annunciata la novità su Newsroom:

“Ogni giorno viene fatta informazione su Facebook. Milioni di persone usano la nostra piattaforma per scoprire, esplorare e partecipare alla costruzione di notizie in tutto il mondo. Siamo quindi emozionati di annunciare FB Newswire, una risorsa che renderà più semplice a giornalisti e redazioni la ricerca e la condivisione di contenuti degni di nota da Facebook ai loro giornali”

Per la creazione di Newswire, Facebook si è avvalso dell’importante collaborazione con Storyful, azienda di proprietà di Murdoch che di occupa proprio di aggregazione di contenuti.

Cos’è, quindi, Newswire e perché è così interessante?

Lo è perché sui social media ci imbattiamo quotidianamente in centinaia e centinaia di notizie, a volte utili e a volte no e senza la certezza delle loro fonti.

Newswire, grazie alla sua pagina Facebook e al profilo Twitter, aggrega i contenuti più “notiziabili” e condivisi pubblicamente sul social da altri utenti, includendo foto, video originali e fonte sicura della notizia.

FB Newswire

Ad occuparsi della selezione delle news e della rigorosa verifica di dati e fonti, è un team di professionisti che punta ad offrire uno strumento valido e di qualità a chiunque lavori nell’informazione…una risorsa preziosa da integrare nelle proprie attività quotidiane.

Passiamo ora ad un altro annuncio di Menlo Park, fatto durante la conferenza F8 dedicata agli sviluppatori.

Tra le varie novità nel mondo mobile, una ha attirato particolarmente l’attenzione, riguardando la tanto criticata tutela della privacy: il Facebook Login per accedere ad app di terze parti cambierà radicalmente.

“Sappiamo che alcuni hanno paura di loggarsi con Facebook, di schiacciare quel bottone blu” ha dichiarato Zuckerberg.

È per questo motivo che i nuovi aggiornamenti punteranno a dare più controllo ad ogni singolo utente, che potrà così decidere a quali informazioni possono avere accesso le app.

Non solo: c’è un’altra grande novità dal nome Anonymous Login.

Anonymous Login

Con questa nuova funzione possiamo accedere alle app che richiedono la nostra registrazione in modalità totalmente anonima, senza condividere le proprie informazioni personali.

Solo in un secondo momento, dopo aver testato la app, potrò condividere i miei dati ma sarò io a decidere quali, grazie ad un pannello di controllo dove gestire i permessi.

In questo video viene mostrato il suo funzionamento:

 

♦ Alzati Google Plus…e cammina!

E’ proprio il caso di dire così: dato continuamente per morto e ogni volta risorto, anche negli ultimi giorni Google Plus è rinato dalle sue ceneri come una Fenice.

Google+ Is Walking Dead

fonte techcrunch.com

 

A bruciarlo, questa volta, è stato il male oscuro dell’informazione: la mancanza di verifica delle fonti.

Tutto nasce da un annuncio: quello fatto da Vic Gundotra, capo di Google Plus, che dichiara di lasciare Mountain View.

Da lì…apriti cielo.

I siti web specializzati cominciano a diffondere la notizia, ma con qualche “piccola” aggiunta, ovvero insinuando strani manovre a Google e sentenziando la morte di Plus.

Il principale colpevole è TechCrunch, dove vengono pubblicati due articoli, a parer loro, “profetici”: uno dall’emblematico titolo Google+ is Walkind Dead” e l’altro A personal Reflection on Google+ dal contenuto altrettanto catastrofistico.

Quali siano state le loro fonti non ci è dato sapere, ma la notizia ha fatto velocemente il giro del mondo, tanto che decine e decine di blog e siti hanno rilanciato la notizia.

Per conoscere tutta la surreale dinamica di quanto accaduto, tra news infondate e smentite, vi consiglio di guardare questo video di Giorgio Taverniti:

 

La morale della storia, ovviamente, è che sul web la responsabilità è altissima: in pochi secondi una frase può fare il giro del mondo e aprire un vero e proprio caso…e se non si sono verificate bene le proprie fonti (e anche con Newswire abbiamo visto quanto sia importante), tutto ciò può solo ricadere negativamente sulla propria reputazione.

La qualità dei contenuti nasce solo dalla consapevolezza, dall’onestà e dal lavoro, non dall’improvvisazione.

…e intanto Google Plus continua a vivere e lotta insieme a noi…

 

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