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#UnaMacchinaperRudy, #UnApplausoperSmart

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7 luglio 2014 di Alessandra Toni

Immagina di restare senza macchina perché un camion te l’ha distrutta.

Immagina di averne terribilmente bisogno, perché hai un’azienda e dei clienti da incontrare.

E immagina di conoscere mooolto bene i social, anzi, di essere un vero influencer nella rete, amatissimo e mai banale.

Cosa faresti?

A) Ripararla (anche se l’aspetto della tua auto potrebbe essere come questo…)

Nota di servizio: questa non è la macchina di Rudy Bandiera

B) Comprarne una nuova (eh no, ti ho detto “mai banale”!)

C) Accendere l’ingegno e coinvolgere la tua rete.

Rudy Bandiera ha deciso proprio di seguire la terza strada, ma…ALT! Non sai di cosa sto parlando?

Andiamo per gradi…

• CHI È RUDY BANDIERA?

Se ti occupi di web marketing e bazzichi nei social non solo per svago, ma anche per lavoro non ti starai sicuramente ponendo questa domanda; al contrario mi rivolgo a te che finora hai associato il nome Rudy alla figlia dei Robinson o, più probabilmente, a Zerbi e al pulsante rosso di Italia’s Got Talent.

Rudy Bandiera, così come scritto nella sua biografia, è giornalista e consulente web, autore del recente “Rischi ed opportunità del Web 3.0”, ma soprattutto uno che di social media se ne intende veramente tanto: il risultato è una vera e propria comunità di persone sulla quale ha una forte influenza e che segue il suo blog, i video del divanONE e ogni sua attività social, dove ha una parola per tutti (cosa rara, credetemi).

rudy bandiera

Non lo conosco personalmente, ma quando ho iniziato a muovermi nel mondo del blogging e del social media marketing, è stato uno dei primi nomi che mi sono segnata e questo perché Rudy Bandiera, così come insegna un altro grande punto di riferimento della rete (e suo socio) Riccardo Scandellari, sa bene come “fare di se stesso un brand”, non in modo artificioso, ma spontaneo, positivo e coinvolgente.

Poco tempo fa vi avevo parlato di come essere pirotecnici in rete con il proprio blog e attività di personal branding: ecco, Rudy Bandiera in questo sa essere uno dei migliori maestri.

• #UNAMACCHINAPERRUDY

Partiamo dal fatto: un incidente stradale coinvolge Rudy Bandiera e Riccardo Scandellari, per fortuna lasciando come unica conseguenza la macchina distrutta del primo.

È a quel punto che l’ingegno s’è messo in moto, insieme a quella sana dose di autoironia e gioco che contraddistingue Rudy: perché non lanciare il primo esperimento sociale di crowdfunding”? Perché non smuovere quelle masse che mi seguono e provare a convincere una casa automobilistica a darmi una loro auto, gratis?

E così, per gioco, viene pubblicato questo post su Facebook

Rudy Bandiera   post fb

…e grazie all’hashtag creato da Angelo Valenza, nasce #unamacchinaperRudy con relativo appello fatto dal leggendario divanONE:

Nel giro di poche ore la rete di Rudy si mobilita e appassiona, condividendo l’appello nel modo più giusto si potesse fare: divertendosi.

 

 

 

 

 

Ok, la rete è coinvolta, la partecipazione c’è, l’hashtag circola…ma il messaggio sarà davvero arrivato anche a qualche casa automobilistica?

• RUDY CHIAMA…SMART RISPONDE

Nessuno se lo sarebbe aspettato: un gioco nato in rete vede forse nascere una nuova case history italiana.

Cos’è successo? Dopo pochi giorni dall’inizio della campagna di Rudy, ecco un’inaspettata chiamata, con conseguente pubblicazione di tweet ufficiale: è Smart Italia che ha accolto l’appello, dando una propria auto gratis per un anno.

A quel punto, con gli occhi ancora spalancati per la sorpresa, abbiamo iniziato a condividere l’evento sui social (perché di evento bisogna parlare), complimentandoci con Smart Italia per la loro geniale mossa.

Risultato? Smart Italia viene inondata di menzioni su Twitter.

Twitter Analytics by Topsy. Search Hashtags  Sentiment

In poche ore l’effetto di #unamacchinaperRudy si fa sentire in rete, come ci mostra un articolo del bravo Francesco Russo, oltre che questi dati estrapolati da Tweet Binder.

Hashtags Tweet Binder

• LA MORALE

Che cosa lascia #unamacchinaperRudy?

Da una parte la dimostrazione che una strategia di personal branding (come quella di Rudy) può portare a risultati incredibili, dall’altra tre grandi lezioni che Smart Italia dà ad ogni brand.

 Ascoltare la rete

I brand oggi hanno a disposizione un osservatorio social(e) in continua evoluzione, dove poter recepire le tendenze in atto, sfruttarle a proprio vantaggio e dimostrare di essere sempre attenti verso gli umori della gente.

Quindi, brand italiani, tenete gli occhi aperti su ciò che accade intorno a voi, non limitandovi a monitorare solo la vostra reputazione (cosa fondamentale, chevelodicoafare?), ma catturando ciò di cui si parla in rete…insomma, siate reattivi, fate sentire la vostra presenza e non siate un semplice logo muto.

SONY DSC

 Rischiare…per conquistare

Diciamocelo: i costi di questa operazione per Smart Italia non sono così alti, ma è comunque innegabile che è stata una mossa rischiosa.

Si è trattato di scommettere su una persona, su un’iniziativa nata per gioco, ma che ha saputo (e saprà) portare visibilità e sentiment positivo verso il brand: non siamo nati ieri e sappiamo infatti che si è trattato di un’operazione di branding (non c’è bisogno di dirti che a me non darebbero una Smart gratis, vero?), ma è stata un’operazione ben riuscita, perché nascosta dietro un apparente, ma spiazzante, atto di “generosità“.

Smart Italia ha saputo osare, ha capito che essere presenti sui social significa interagire e farlo con originalità, sorprendendo e rompendo le convenzioni (ricordi la Sister Act strategy?); in fondo Smart aveva già dimostrato di saperlo fare molto bene e basta guardare anche il divertente botta e risposta con Citroen su Twitter per averne un’idea!

  “Products talk to the reason, brands belong to the heart”

Questa è una frase che avevo catturato da Claudia Navarro, Direttore Marketing di Coca Cola, durante la Social Media Week e rappresenta un obiettivo fondamentale per ogni brand: i consumatori devono “innamorarsi” di te.

Parliamo sempre di awareness, sentiment, reputation, engagement…tanti paroloni inglesi che ne formano una sola: fiducia.

Il brand deve “far innamorare di sè”, deve conquistare la fiducia delle persone e con i social media questo è diventato ancora più importante: deve regalare qualcosa che vada oltre il prodotto (anche se Rudy si prenderà anche quello!), ovvero creare ricordi, esperienze ed emozioni.

Smart Italia cosa ha dimostrato? Che, come in un rapporto (o almeno come nella teoria dovrebbe essere), è stato capace di ascoltare e soddisfare un bisogno, di sorprendere, dare e (ovviamente) ricevere.

Come in ogni rapporto, poi, ci sarà sempre qualcuno che storcerà un po’ il naso e così è accaduto nelle ultime ore con le critiche e le accuse a #unamacchinaperRudy, nonostante un video pubblicato per fare chiarezza:

 

Anche questa è la bellezza della rete ed un’altra lezione da imparare: la diversità di opinioni, che sia però nel rispetto degli altri e soprattutto se espresse con consapevolezza.

Non sarà certo il mio blog a decidere se #unamacchinaperRudy sia o meno una pagina di storia del social media marketing, ma qualunque opinione abbiate, questo È un caso.

Io, comunque, ho preso una decisione: su tutto questo voglio far calare il giallo…sì, ma un giallo 3.0! 😉

foto (37)

 

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6 thoughts on “#UnaMacchinaperRudy, #UnApplausoperSmart

  1. Luca Zacchi ha detto:

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    #unamacchinaperrudy Comunque la pensiate in proposito, una dinamica interessantissima generatasi in rete.

    Mi piace

  2. Daniele ha detto:

    A me piace fare il Bastian Contrario 🙂

    Smart ha fatto questo perché sa che ci guadagnerà in pubblicità. Se la richiesta l’avesse fatta un poveraccio qualsiasi (prendiamo i vari terremotati, per esempio) e non uno che la macchina se la può ricomprare, quella richiesta – lo sappiamo tutti – sarebbe rimasta inascoltata.

    Non credo che sia stato tutto premeditato, ma di certo uno che ha migliaia e migliaia di follower sui vari social fa parecchio rumore e la Smart questo lo sa bene. Sa che con quell’azione ci guadagnerà in immagine.

    Quindi, prima di gridare al caso studio e via dicendo, è bene dire le cose come stanno. In rete contano i numeri: se li hai, ottieni, altrimenti resti nel buio. Se a te, Alessandra, fosse successa la stessa cosa e non avessi avuto la possibilità di ricomprarti l’auto, avresti dovuto andare coi mezzi pubblici, perché nessuna Smart ti avrebbe dato l’auto per un anno. Ma neanche per un giorno 🙂

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    • Alessandra Toni ha detto:

      Ciao Daniele,

      i concetti che hai espresso li ho più volte ribaditi io stessa nel corso dell’intero post e infatti nelle conclusioni trovi scritto: « non siamo nati ieri e sappiamo che si è trattato di un’operazione di branding (non c’è bisogno di dirti che a me non darebbero una Smart gratis, vero?), ma è stata un’operazione ben riuscita, perché nascosta dietro un apparente, ma spiazzante, atto di “generosità“ »

      Quindi è ovvio che si tratta un’astutissima azione di immagine (e lo stesso Rudy lo conferma nel video finale), ma non certo per questo, almeno per me, non può essere considerato un caso…in fondo, dietro ogni case history, ci sono sempre calcoli e considerazioni fatte dai brand per guadagnarci in immagine, per emergere dal buzz generale.

      Ho letto anche di molte persone che addirittura si sono sentite quasi “offese” da questa operazione, perché non considerata “democratica”, ma ci sono dei punti che secondo me non vanno persi di vista:

      1 stiamo parlando di marketing
      2 stiamo parlando di web (e qui la forza dell’identità è tutto)
      3 stiamo parlando del noleggio gratuito di un’auto per un anno, ridimensioniamo il tutto!

      Insomma, molti criticano e condannano da più parti anche con toni piuttosto accesi [non è ovviamente il tuo caso, caro Daniele 🙂 ] , ma sinceramente credo che le vere ingiustizie vivano altrove…e soprattutto fammi ribadire un concetto a cui tengo molto: cerchiamo di vivere la rete con più leggerezza! 🙂

      Un caro saluto, Daniele…e a presto!

      Mi piace

  3. Grazia Gironella ha detto:

    Certo che quella della Smart è una mossa finalizzata, ma questo episodio mi sembra comunque interessante. Da cosa nasce cosa, e in modo non sempre prevedibile! Il fatto che Smart sia intervenuta per la fama del personaggio non mi può scandalizzare più di tanto; è normale che chi esce dall’anonimato riceva un trattamento particolare. Noi ci metteremmo gli stessi problemi ad avere a pranzo la signora Cesira oppure Tom Cruise? Credo di no! Parliamo di un meccanismo molto umano, in cui nessuno subisce danno. Voglio dire, se Smart non avesse dato l’auto a Bandiera non si sarebbero per questo risolti i problemi di chi l’auto non ce l’ha. Poi, per fortuna, c’è anche chi mette davvero al centro delle sue azioni il bene altrui.

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    • Alessandra Toni ha detto:

      Bentornata Grazia,

      condivido il tuo commento al 100% [azzeccatissimo il paragone con il pranzo insieme a Tom Cruise! 🙂 ]

      Per me hai centrato esattamente il punto: la rete è lo specchio della vita reale, dove ci sono persone che contano più di altre…di cosa dovremmo scandalizzarci, quindi, nel caso della Smart a Rudy Bandiera?

      E sono perfettamente d’accordo con te anche quando scrivi “se Smart non avesse dato l’auto a Bandiera non si sarebbero per questo risolti i problemi di chi l’auto non ce l’ha”

      I problemi veri non hanno la forma di una macchina data a noleggio per un anno e sicuramente non è possibile trasformare #unamacchinaperRudy in #unamacchinapertutti…queste sono le regole del gioco, dentro e fuori la rete e sentirsi offesi per quanto è accaduto, almeno per me, vuol dire non averle comprese affatto.

      Grazie mille per il tuo commento! 🙂

      A presto Grazia!

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